La pelle o meglio la cute è un vero e proprio organo e svolge diverse funzioni: difesa dagli agenti esterni, termoregolazione, secrezione, trasmissione sensitiva, e fotobiologica ( grazie a sostanze come la melanina).
Lo strato più esterno della cute è l’epidermide ed è costituito da un insieme di strati cellulari più o meno compatti.
Al di sotto dell’epidermide si trova il derma , ovvero la struttura vascolarizzata con le ghiandole sudorifere che partecipano ai processi di termoregolazione e secrezione ed inoltre sono presenti le terminazioni nervose sensitive.
Ultimo componente cutaneo è l’ipoderma ricco di tessuto connettivo nel quale sono presenti le cellule adipose.
La cute modula le reazioni tra interno ed esterno del nostro corpo ed è perciò sensibile alle condizioni dell’ambiente circostante.
Parlando di sport invernali la parte del corpo più sensibile è sicuramente il viso, dal momento che è sempre la parte più esposta.
I fattori climatici dai quali ci si deve difendere sono l’umidità, la temperatura, ed il fotodanneggiamento.
Il freddo causa una vasocostrizione che si manifesta inizialmente con del rossore ed in seguito , spesso in concomitanza con il vento può provocare secchezza della cute. Effetti che si manifestano particolarmente ad esempio sulle labbra.
Il ruolo significativo nel creare reazioni fotobiologiche viene attribuito alle radiazioni in particolare quelle ultraviolette che si dividono in UVA e UVB a seconda della lunghezza d’onda e della diversa profondità d’azione.
Gli UVA ( A alta lunghezza d’onda) sono meno energetici degli UVB ( B bassa lunghezza d’onda) ma penetrano più profondamente nel derma ( causando invecchiamento e degenerazione cellulare) , gli UVB si confinano in gran parte nell’epidermide dove provocano la stimolazione della melanina che causa l’abbronzatura.
Per una corretta prevenzione occorre stabilire il tipo di cute che si deve trattare ( secca, grassa, mista o sensibile) ed anche il fototipo sulla base della classificazione nei quattro gruppi , da coloro che facilmente si scottano al sole ( carnagione chiara, occhi azzurri) , fino a coloro che non si bruciano mai ( carnagioni scure, occhi scuri).
Da qui nasce l’esigenza di stabilire in maniera esatta il fototipo dello sportivo ed il tipo di cute , ma anche soprattutto il tipo di sport in relazione all’altitudine dove viene praticato in modo tale da consigliare la protezione più adatta.
Sono da tener conto i fattori ambientali come la riflessione e la diffrazione .La neve infatti riflette i raggi UV fino all’80 %, mentre l’ombra ne elimina solo il 50%.
Infatti durante le giornate nuvolose , le nuvole lasciano passare più del 90% delle radiazioni UV e filtrano solo i raggi infrarossi responsabili della sensazione di calore, unico segnale che ci fa percepire la scottatura, in mancanza della quale è più facile ustionarsi senza accorgersene. Ogni 300 metri di altitudine l’energia dei raggi solari aumenta dal 4 al 10% .
Il miglior indice di benessere della cute è collegato all’idratazione cutanea, parametro importante per il mantenimento di proprietà fisiche , come la funzione barriera .La cute disidratata è soggetta all’aggressione dei fattori esterni che possono causare screpolature ed inestetismi.
I prodotti che che hanno un’attività idratante sono per lo più emulsioni che si prestano bene alla cessione dell’acqua allo strato corneo superficiale,che grazie alla loro componente lipidica rafforza la capacità di tale strato di trattenere l’acqua.
Dopo l’attività fisica in alta quota magari al freddo è consigliabile alla fine di una doccia l’applicazione di una crema sul viso ed anche sul corpo con emulsioni ricche di principi attivi per
pelli secche , disidratate e sensibili , con ad esempio acido jaluronico, vitamina C, enzima Q 10 dagli effetti antiossidanti .
Altro punto importante per il mantenimento di una valida idratazione è la permanenza sulla cute del film idrolipidico di superficie.
Per questo applicheremo prima di praticare uno sport all’aria aperta in inverno una crema protettiva a base ad esempio di allantoina, glicerina e vitamina E.
Sulle labbra sarà meglio applicare uno strato protettivo costituito da una pomata emolliente e protettiva a base ad esempio di alfa bisabololo, burro di karatè, propoli, placenta, o aloe vera, meglio se fornita di filtro solare UVA UVB.
In caso di sole sarà meglio applicare sul viso delle creme con filtri UVA UVB ad ampio spettro , eviteremo in tal caso irritazioni ed eritemi.
Ora esistono dei prodotti in commercio costituiti da una crema dove al posto del tappo ha uno stick labbra svitabile, in modo tale da permettere di utilizzare svitando il tappo la crema.Abbiamo così una duplice applicabilità.
Per valutare il fattore di protezione di un prodotto si usano diversi parametri quali FP , SPF ( sun protector factor) ed altri , che consideriamo basso ( fattori 2-5), medio ( 6-9), alto ( fattori superiori a 10).
Durante l’esposizione si consiglia di ripetere più volte l’applicazione della crema sul viso ( o dello stick sulle labbra), che può ridursi come consistenza a causa del sudore causato dall’attività fisica.
Dopo la detersione con prodotti non troppo aggressivi, che potrebbero rimuovere il film idrolipidico, sarebbe bene usare un latte doposole dalla funzione lenitiva a base ad esempio di calendula, jojoba, aloe,iperico, e restituiva a base di allantoina , acido jaluronico.